Dal tuo sguardo misterioso

jw-waterhouse-la-sirena-1900

La Sirena; J.W. Waterhouse; 1900

 

Dal tuo sguardo misterioso

catturato, il ricordo è districato

tra luci e nebbie,

 

il tuo rossetto orma

del mio canto e tu singhiozzi

a mala pena

ed anche una parola persa

tra le mie mi socchiude

gli occhi in una nuvola oscura

 

e tu risalti croma di Mercurio

ermetico ed evidente, no,

non una nota in più,

ogni cosa troverà senso

e lo imporrà se ti volti di nuovo.

 

Crederesti solo nella musica,

piangeresti fino all’orlo

dell’abisso tra le danze,

tra fuochi sospesi,

in modo più candido

e più pernicioso,

in modo disilluso,

incantami ancora con il viso

ad incantesimo proteso,

 

l’anello dei domani ritorna

come pioggia,

ritorna come aria,

tra amore ed entusiasmo

della nostra cara profezia millenaria.

 

Renderai la stanza

una storia dal clamore

e dalla gloria impreziosita,

 

scoprirai le mani

ed accennerai il pensiero celata

dal tuo velo di damasco e di smeraldo,

il verde con il viola,

il corvino con il rosso,

 

muti con il tempo e saturnina

e lunare sei complice

di questo mio assurdo

peregrinare tra epoche e leggende,

tra musiche perdute e consumate,

scosse e intorpidite,

poi d’improvviso sprigionate

nel momento del diretto

tuo sguardo perduto

e navigato

ma mai dimenticato.

 

Gradisci del tè?

 

I passi nella notte

tra viette solitarie,

i tuoi discorsi, le tue illusioni,

le tue mani che dirigevano

il cosmo,

 

poi le chiari acque

dissetanti e purificatrici

e ancora poi,

poi il trottare mentre cammini.

 

Ed ogni cosa si stende

sul tuo corpo

mai così annunziato e lodato.

 

Parleresti ancora se invocata,

muta oppur loquace

sulla sabbia

come simbolo tracciato,

dal vento cancellato,

 

nel mio cuore scolpito

e fossilizzato ma reso vivo

dal tuo nuovo sguardo interrogativo,

voluttuario ed incendiario.

 

Scopriresti il corpo

con la grazia delle nuvole,

colpiresti e affonderesti

il mio stupore

senza temere il paradosso

del nostro risultato

da tempo ricercato

del significato più volte

dall’inerzia di chi è sordo celato.

 

Ecco i tratti di penna

sul tuo diario scritto

ormai da troppo tempo

e da troppo tempo abbandonato.

 

La speranza nelle altrui speranze

e inclinazioni,

l’innamorarsi di figure e desideri,

di intelletto e di poesia,

di anima e manifestazione,

di ricordo e di vaghezza,

di rifiuti di compromessi,

 

di una ragazza sola

contro il mondo,

della fortuna, dell’audacia

e della tua contemplazione straordinaria.

Ordine divino tra le braccia

 

senza resa e senza viltà

la tua ricchezza, colme di tesori

che il tuo spirito sovente

con un tuo cenno mi regala,

la mia mano verso la tua tesa

si prepara

a dimorare nella tua fortezza

 

possente armatura,

lieve bollicina,

fragile cartapesta.

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