L’Origine della Vita; Antonio Marchese

lorigine-della-vita

L’Origine della Vita; Antonio Marchese; tecnica mista su legno; 2016; Oltrismo

 

Fluido sincretico, pulviscolo vitale, guazzabuglio cromatico.

“L’Origine della Vita” è opera del Maestro Antonio Marchese, esponente dell’Oltrismo e si pone in una dimensione antecedente al pensiero, o forse successiva, ma catturando una immagine del caos cosmico primigenio, allegoria della acquatica aquantica formazione delle specie naturali, alchemicamente fuse dalla intensità di colori, adagiati come macchie nella fluidità cosmica. E tutto ciò se vero che il macrocosmo è specchio del microcosmo, anche l’origine del mondo è forma e sostanza manifesta di ciò che avviene in noi, qualche attimo prima del miracolo; la nascita della vita, il respiro dell’universo.

Siamo qui in una dimensione biologica, embriologica, citologica, non fisica, all’apparenza. In realtà bìos e physiká non sono essenze indissolubili ma legate strettamente in una dimensione eterea, che è la concreta manifestazione silente dell’anima divina.

La lettura dell’opera va fatta ponendosi su multistrati, i colori danno al dipinto una quadrimensionalità di fatto e di significato non trascurabile. Nel livello a noi più vicino c’è il bianco degli spermatozoi, e questo sappiamo, essotericamente, tutti. Un groviglio frenetico e competitivo, un libero mercato giustificato, così come la selezione naturale, un liberismo che da ormai quattrocento anni confermiamo, confermiamo spudoratamente facendo dell’uomo lo specchio della natura e non della natura l’immagine e simiglianza dell’uomo, custode, nomoteta, generatore nella sua intima sostanza, quella più nascosta, quel dito che sfiora Dio e che da Dio stesso ci è donato. Noi non siamo padroni di ciò che è stato plasmato ma custodi, un giorno restituiremo ciò che ci è stato affidato. Per questo dobbiamo custodire come boni viri, consci che ciò che abbiamo, qui ed ora, non è nostro. Ma è una custodia del tutto particolare, quando finiremo i nostri giorni non dovremo consegnare le chiavi dell’universo al Padrone, il Padrone stesso ci renderà partecipi della sua proprietà, saremo un tutt’uno con lui, un tutt’uno con l’universo ed il significato di possesso, proprietà, svanirà perché noi da custodi non diventeremo possessori o proprietari ma la nostra essenza sarà immanente all’universo stesso. Noi saremo universo. Noi, che gli diamo vita con le nostre diverse sfumature differentissime che rendono ognuno di noi non individuo ma persona, doneremo la nostra alma, e il suono degli astri, la musica ancestrale, le percussioni della terra, le corde tese del vento, il sussurro dei colori sarà varissimo e completo, ergo armonico, grazie alla nostra diversità, sarà perfettissimo grazie alle nostre imperfezioni che renderanno le dissonanze armoniche e il tutto triplice ed unico.

Ma rimaniamo ancora un attimo in superfice, il bianco, gli spermatozoi. Dal Seicento abbiamo progressivamente perso la nostra dimensione spirituale, che a partire dalla seconda metà del ‘900 sembra man mano riavanzare e rigenerarsi, sicuramente tornare con gli dei che sono in noi, resi attoniti e sopiti dal nostro desio di materia, padroni e dunque distruttori, anziché custodi, della natura e della vita. Le teorie economiche dal Mercantilismo in poi, Adam Smith con la sua spiritualizzazione aberrante della materia, Thomas Malthus il terribile divoratore di persone, ma anche Marx con la materializzazione della spiritualità, sino ai Marginalisti ai keynesiani ai neoclassici ed agli ultimi agonizzanti novecenteschi. Alla stessa guisa la politica Hobbesiana, il pensiero illuminista, il positivismo scientifico, sino al nichilismo e alla democristianità cattolica compromissoria, quindi pochissimo universale, in aporia etimologica. E il lamarckismo seguito dal darwinismo e dal concetto di selezione naturale, del più forte, o meglio di chi detiene una mutazione più favorevole, che meglio si adatta alla natura, che domina. Sempre aberrante considerare che sia l’uomo che si adatti alla natura e non viceversa. E se c’è un viceversa è visto in una ottica del dominio del più forte, ossia l’uomo si sostituisce alla natura e la adegua con le proprie perverse violazioni a causa delle quali tanto geme la Madre Terra. Tali periodi sospesi, volutamente, hanno un seguito, diretta conseguenza. La corsa degli spermatozoi per fecondare l’ovulo altro non è che una metafora della libera concorrenza ove, partendo da una situazione di parità, vince il meritocratico, il più forte, intellettivamente e/o economicamente e/o perché maggiormente vigoroso nel corpo.

Ma ciò che l’uomo crede di capire è ben diverso dal disegno dell’anima del mondo, ben diverso dallo stesso senso cristiano, l’uomo si spoglia della sua umanità per divenire né minerale né animato, ibrido che sotterra i talenti o li getta all’aria, o li usa come stuzzicadenti. L’uomo che usa perversamente, inadeguatamente e dunque inutilmente gli utensili. L’uomo che rinuncia alla spiritualità o, peggio, se ne disinteressa, obnubilando la ricerca del senso delle cose, la sua missione.

Prima della formazione degli spermatozoi, lo spermatide 1 era ancora una cellula diploide, con un corredo cromosomico di 46, successivamente, perde una parte di sé e conserva 23 cromosomi. C’è una logica, rinunciare a parte di sé per creare qualcosa che trascende il sé, qualcosa di più alto, far fruttare i talenti rischiando, anzi avendo la certezza, di perderne un bel po’. La metà, come nel mito degli ermafroditi platoniani. L’uomo da solo ha tutto ma per scoprire, comprendere e far fruttare il proprio tutto deve perdere  parte di sé e ritrovarla nell’altro.

E una volta fecondato l’ovulo, nella meiosi, e precisamente nell’anafase I, avviene il vero primo grande miracolo, il crossing-over, il rimescolamento del “messaggio” dello spermatozoo con quello della cellula fecondata, uniti in un punto preciso, all’apparenza causale, ma sarà proprio da quell’unione di cromosomi, in quel punto preciso e non in un altro, che inizierà l’essenza ultima, la primigenia verità ultima, la vita.

Gli spermatozoi sono raffigurati nel dipinto in una fluidità statica, fluidità data non da un intuito movimento ma dalla casualità apparente stessa col quale sono posizionati. Non c’è competizione, non è lo spermatozoo più scaltro, più veloce, più forte, che feconda. Da solo lo spermatozoo non sarebbe nulla, è la forza degli altri che lo fa giungere a destinazione.  Nessun  seme sarà sperso. Ognuno ha una funzione unica, e lo spermatozoo che feconderà è accompagnato nel viaggio da una forza quasi mistica, da un sostegno, è spinto dalla fluida corrente degli altri che hanno un ruolo, farlo giungere a destinazione. E quel ruolo è già prefissato. Ed anche la scienza ha scoperto che gli spermatozoi vendono “guidati” verso la cellula uovo, studiando alcuni animali acquatici come la Campanularia.

E cosa resta, tuttavia, di questi spermatozoi non competitori o nemici, ma guide dello spermatozoo fecondante. Scendiamo al secondo livello del dipinto, addentrandoci nei segni esoterici, diverse sfumature gialleggianti, alcune tracce purpuree. Sembrano morenti ma nel terzo strato c’è la risposta, l’ocra dominante è la loro memoria che rimarrà per sempre nell’individuo, nel nascituro, e concorrerà alla sua crescita, al suo divenire persona. Nessun seme andrà sperso, gli spermatozoi guida, in una amalgama giallognola, saranno il respiro del vento, il canto delle cicale, il bisbiglio degli uccelli, il candore dell’aurora, la goccia di brina che investe ed illumina la rosa. Frammenti eterni dell’etereo spirito dell’universo.

Il quarto ed ultimo strato è blu, la dimensione ultima e rivelatoria. “In principio lo spirito di Dio aleggiava sulle acque”, e “la vita, dal mare, venuta al mare ritornerà”. Nessun seme andrà sperso, nessuna parola, nessuna melodia o rumore, nessuna traccia cromatica. Tutto permane custodito nell’infinita e pulsante fiamma dell’amore divino, della multiforme e trinitariamente unitaria anima dell’universo, ovverossia del tutto, visibile, invisibile, reale e trascendente.

 

dottor Giovanni Di Rubba

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...