La luce soffusa che inebria

Dante Gabriel Rossetti; Una Visione di Fiammetta; 1878

Dante Gabriel Rossetti; Una Visione di Fiammetta; 1878

Sentirai una voce nel profondo,
un’incudine rimbomberà
come la quiete estiva
e tediosa velina sull’asfalto
alle tre di pomeriggio.

L’erba alta,
passione di illusioni fitta
ad incudine ribollente,
in sé celava il manto astrale
della verità divina,

copriva come un velo
le potenzialità celebrali
ed affini al tuo corpo
in procinto e attesa
del godimento.

Poi l’urlo si fece più intenso,

squarcerà una stella
nel subbuglio del tuo caos
interiore e ti perderai
nel canto melodioso di settembre.

Ditirambico l’affronto
a doppio taglio dell’orgoglio,

incantevole il felpato
movimento adagio delle dita
sul respiro
piano con clamori fuori
dalle onde sonore nello scettro sacro
della bacchetta dirigenziale.

E passa, credi,
il tempo non ascoltando
il magico accordo

che hai dentro.

Sentirai una fine empatia
che sprigionerà sinaptica energia,

percezione al di fuori del comune
quella che pizzica la cetra
con l’ortensia fissata
dal tuo sguardo nervoso
eppur incantato.

Allora dal fumo
delle città in rovina
sorgerai da piccola fenicia,

le tue palpebre saranno spalancate
per cedere al tuo stesso
femmineo dominio,

sei la luce soffusa che inebria.

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