Il respiro del tuo viso

Il respiro
del tuo viso
l’ultimo orizzonte
dalla sabbia scosso
nel silenzio
che alberga muto
in me,
oramai non c’è
che l’illusione,
quella croce
rosea
del cuor
deluso
dal peregrinare
stanco
tra note d’assenzio
come tra me e te.

Silenzio.

Ed il respiro aumenta,
tenebra sull’asfalto
è il mio sogno
che scarno
svilisce in sé
solo per
contemplare
l’immagine riflessa
di te immobile
alla parete
deserta
e tantrica
inversa
muro d’oblio

e sei tu già qui
attesa amica,
sai ciò che non dici
perché nel vuoto
dell’esistenza l’ultima trama
è la mia.

E tu sorridi
terribile
la mia delusione
nel vedere
l’ombra tua
che si allontana
e tenebra ancora
è ora in me.

Quando allegra dici
senza parole o pronuncia
che
sono al di là
della comprensione
e per ciò stesso
steso,
chiaro, evidente
al di là
del piacere
è la mia apparenza
come ostacolo
inutile,
inciampo,
voce sorda
e naufrago

al tuo sorriso,
inutile
sono frastuono
fastidioso

ma tu sei lì
anche senza me
docetica
come mandorla
dischiusa

sei perfetta.

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