Wieisbaden

Ametista e opale congiunti sulle scale, ascende dolcemente colei che protegge il dono divino, la misericordia, carminio il vestitino.

Ok, pian piano, druidetta furbetta guarda i tuoi occhi.

Che bello, scartiamo i ricordi, che bello, manteniamoci ai bordi, bellina stridente, visino invitante, seducente.

Appoggiamoci su quel muretto, hai le labbra che non so risolvere, ponenti, ardenti e vezzeggiate, l’ albatros è un po’ inutile, diciamo manca in concretezza, meglio il vino se vuoi Baudelaire, dai si ubriachiamoci di qualcosa, tè corretto e sciupaletto, fraintendimento e capitale del tuo Land, ti manca l’università, due giri in terma, scientifico aforisma pliniano, ansia anzi panico dimenticato.

Andiamo su per monti, giù per ditirambi stolti, che freddo stringimi un po’ anzi mettiti di lato, obliquo e un po’ svogliato, sulle scogliere dei ricordi, calcare sulle rocce bianche, voglia di gabbro, di basalto, oh ti garba! Parla a tu per tu, Uh Abat-Jour ! Diffondi il cardigan. In scivoli e altalene, mania d’elevazione, paura dell’abisso in discesa, ondeggiamento, buttiamoci sul letto!

Che stupida, ed io ti do anche ragione, specchio dell’oblio, pluripersonale, immotivato, gioia impersonale, collera e desiderio. Astuta e quasi perfettamente sconosciuta, amica arresa, io bitume ignorato, vai brucia ‘sto straccio, benzina e cherosene. Camice e saccarosio nell’assenzio, squallido silenzio.

Facciamo un tuffo, trattieni il fiato, leggi o fingi, sei stupenda uguale, il primo passo lo fan i capelli, sfiorano astuti bombardamenti, fragore, fervore e fragrante, l’albero nasce dal frutto, ricorda il fine è più importante del generatore, ciliegina ibernica e squisita, io non posso far altro che ammirarti, fossilizzarmi nel guardarti, restare muto ore ed ore, il tuo nome è un rimando, quattro semiminime, una croma e due biscrome, ricotte, precotti, biscotti, scegli tu la direzione, l’intrusione, l’effusione eventuale, bellina al sapor di semplice grandezza, magniloquenza e speranza.

E il rapporto servo padrone, dimmi un po’ chi è più importante, l’amata, l’amante o forse lo sguardo intrigante, lode a sé, per sé e di sé, uh che fiorellino, freschezza del mattino, uh lo dico ancora, per te.

 

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