Viaggio astrale in riflesso di tempesta stellare

Nicolas Poussin; Les bergers d'Arcadie - Et in Arcadia Ego; 1629

Nicolas Poussin; Les bergers d’Arcadie – Et in Arcadia Ego; 1629

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Alito inesperto sul ripiano al furor del vento.

Urla arcaiche balestrali, muschio, inebriamento astrale, viaggio selenico e segugio intarsiato nel metallo a forma aguzza, dente felino.

È sulla spiaggia l’attesa.

PDN L’ŠMNMLQR L’DN L’Š R ‘ ZP’L’Š MN’B BN’BD MNB N’BDTWYN BN HY D RY BN BDGD BN D’MLK BN H’B KŠ M’QL DBR Y.

Progresso progressive, clastico calcareo anacronistico nel proiettare immagini violette.

Paradigmatico l’incrocio complesso ed epocale come adesso, epica scissione psichica della realtà sensibile da quella intellegibile, uniformità teorica e superamento del quantico e del relativo nel flusso energetico imposizionato ed ultratopico presso l’orizzonte degli eventi inaspettati, violate leggi paradossali, occhio di Ra, ricordo, negativo parallelo, animosa penetrazione divina nella cordiale visita elettrica della memoria, inspiegabile è dir poco, piuttosto inquantificabile ma intuibile con successo scarso, causalità invertita l’accidente, l’effetto genera la causa ed il futuro modella il passato refrattario e con geroglifico sistema iconoclastico e binario, intelletto artificiale.

Fuochi accesi ed intrapresi rodono il fegato accostati ad appostamenti di relitti sprofondati, lo spirito aleggiava sulle acque, le nozze bigotte proposte e rimarcate deludenti pretese violate, la conoscenza civile ostracismo dell’ardire, domina da anni la lotta darwiniana senza genetica e malthiana, non è follia è semplicemente sbagliata.

Il bicchiere si ricompone dai cocci. Resta tutto normale.

Viviamo dal principio il circuito serpentino illuminato avulso a senso spaziale, parascrittura inusuale del logos stanziale, Dioniso umano morto e risorto, mito caananeo.

Rifiuto usurpazione.

Ellittica trasmissione. Velivoli d’oro, argento dei bastoni, navetta in terracotta.

Brucia Tiro, fiamme e mare eroico, le arpe e la musica contemporanea ha da sé, base di vermi, base di vermi, ha attratto a sé, base di vermi.

Non voltarti.

Sgancia intatto una miscela il Fato, dacci forma, urla isteriche, ossessioni, precisioni, il risultato mina basi, basi di vermi, cambieranno tempi e leggi.

Scelta Pallade alla luce del mattino, scelta furba tra le greggi, oggetto del declino, frastuono, armamentario scarno, mistico volteggiamento, pendente, non si muove, non si muove, spazio diagonale, la via più lunga per l’oriente, la via più breve cerca il vero, scinde il quark pusillanime, tra i Gesuiti il fisico, lingotti, liste destre, sinistre, guarda in alto la virilità, robotica, cibernetica, androide, tridimensionale, ologrammatica imperfetta, l’ecosistema non si conserva, termodinamica sbiadita e tramontana, quantico aperto, andaluso passo, stanza.

Urla da circa trecento milioni di anni, spara.

In periferia i barcollamenti, gli indumenti, stilisti attacchini, stiliti spazzini, latte, piante, l’arte, non si finisce, surrealismo, cerca un blocco, serpens caput, ophiuchus, sirpium serpin, canfora, truce struscio vorticoso.

Ecco ipnotiche soluzioni per sopire dall’esterno un vuoto interiore, maggiore il magone invernale, tremo alle ginocchia ai passi felpati cari, unanimi, incolore, inodore, psichedelici, stimolanti maggiori, macchie lasciate a caso sul pentagramma, base, falsetto, reverse, sintetizzatore proteico sonoro.

Venere nel nautico imbroglio trasmutato Baal in Crono, il signore dei signori reso accadico tempo trascorso non a caso e sferico da quattro punti concisi dialettici ed intensi.

Sogno, sogno.

Ricerca amore, ricerca del vero amore interiore, ricerca in contemplazione, canto dinanzi al volto divino ed unico e trino, mistero egizio, rito ittita, dominazione assira, Tiro brucia ancora, le arpe, le arpe, perdute, perduti gli accordi coordinati, ritmici, abbellimenti, legali legati in rappresentanza.

Dall’età non c’è più crudeltà nella pietà, ecco il punto, ancora tu.

Tre fiumi incrociati nel giardino perduto.

Eccoci di ritorno a lampioni spenti in periferie inviolate da atteggiamenti impulsivi e distratti dal via vai dei gatti.

L’occhio di Ra, l’occhio di Ra.

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