Saprai trovarmi tra le righe di un accordo muto

Saprai trovarmi

tra le righe

di un accordo

muto.

Questo silenzio

ci ottenebra

gli occhi,

inerte

alla finestra,

aiuto

è il grido

e l’entusiasmo

smorto.

Un sigaretta

spenta,

la luna,

il piano,

il bosco

tra libri polverosi.

Il tuo cenno

come addormentato

dal tempo

funesto dell’assurdo

imbavagliato,

tra lacci di ridicolo

frastuono,

irromperà tremante

tra la ripa scoscesa

della riva novembrina

della nostra prima

uscita,

tra sabbia il passo

muore lento,

vertigine in vibrazione

il tuo rimpianto.

E poi ancora

la vita

tra i diademi striscianti

dell’orgoglio,

tra sentenze profumate

di vendetta.

E mi vedi riflesso

per un attimo

nel luccichio dei tuoi

occhi vividi

tra lacrime deluse.

Ah mia anima!

capiremo come stolti

un giorno

che il principio

è il nostro nulla!

Ciò che ci uccide

è il nostro

filo di appartenenza,

il nostro vincolo

che tiene unite

nell’insieme chiuso

vittime assurde

della vita.

Saprai trovarmi

e tra le righe

avrai traversa

la tua vittoria

esanime,

il tuo caro sipario,

il tuo finale

estroso,

il plauso al tuo inchino

dell’assoluto.

E tremerai

tenendomi

le mani.

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